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Dopo il successo di "Parma romana", MUP Editore si appresta a pubblicare il nuovo volume della prestigiosa enciclopedia "Storia di Parma", l'impresa editoriale sostenuta da Fondazione Monte di Parma, Banca Monte Parma e Università degli Studi di Parma.  Il nuovo volume, il terzo, sarà dedicato al Medioevo nella nostra Parma. L'affascinante epoca storica ha lasciato importanti segni nel territorio della nostra provincia e in città: basti pensare ai numerosi castelli che sorgono sull'appennino o nella bassa parmense, o al Duomo di Parma, la cui costruzione risale al 1106.
Sono stati centinaia i partecipanti al concorso Quiz a premio "I segreti della Storia di Parma" promosso da MUP Editore, Fondazione Monte di Parma, Banca Monte Parma in collaborazione con la "Gazzetta di Parma" e il concessionario BMW e Mini "Parma Motors", e patrocinato da Comune di Parma, Provincia di Parma e Università di Parma. Tra i numerosi partecipanti che hanno risposto correttamente ad almeno 5 degli 8 quiz usciti ogni domenica sulla Gazzetta di Parma è stato estratto il vincitore di una Mini Mod. Ray benzina cc. 1400 del valore di € 16.350,00. Il nome del vincitore del Quiz è Elisa Kabashi di Rubiera.
Sono state proclamate le classi vincitrici tra le partecipanti al Bando di Concorso inerente all'iniziativa Storia di Parma - Progetto Scuola 2009-2010. L'iniziativa Storia di Parma - Progetto Scuola è realizzata da Fondazione Monte di Parma, Università degli Studi di Parma, Ufficio Scolastico Provinciale di Parma, Banca Monte Parma, Gazzetta di Parma e Monte Università Parma Editore. Il Progetto, avviato nell'autunno scorso, si è articolato in più fasi: dapprima sono state distribuite in tutte le scuole di Parma e provincia mille copie del volume I caratteri originali - primo titolo dell'opera editoriale "Storia di Parma" -
Sabato 15 maggio 2010 saranno svelate le classi vincitrici del concorso "Storia di Parma – Progetto scuola 2009-2010", iniziativa nata per incentivare lo studio della storia locale e per supportare la ricerca dell'identità culturale nelle giovani generazioni. La cerimonia di premiazione si terrà all'Auditorium Paganini dalle 9 alle 11 (ingresso in sala dalle 8.30) e sarà presentata da Manuela Boselli di TV Parma. Saranno premiate le classi vincitrici nelle diverse sezioni che hanno partecipato al concorso con elaborati testuali, progetti grafici, pittorici, video e power-point, interviste e video-reportage.
Parma Romana

XIL SECONDO VOLUME DELLA MONUMENTALE OPERA
STORIA DI PARMA

 

ISBN   978-88-7847-293-8
Curatore   Domenico Vera
Anno   2009
Numero di pagine   700

Prezzo   € 120,00

 

 

 

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x2La città è l'elemento in cui in Italia si esprime con la massima intensità l'eredità romana. Questo "principio ideale delle istorie italiane" si manifesta con particolare evidenza nelle regioni settentrionali, nelle quali in modo organico e programmatico Roma volle modificare realtà precedenti e multiformi uniformandole a un unico modello di civiltà: il proprio. Le conseguenze che ne derivarono allo stato romano stesso, e in prospettiva all'Italia post-romana, costituiscono la cornice generale del volume II della "Storia di Parma", dedicato a "Parma romana".

 

Parma venne alla luce nel 183 a.C., come racconta un passo importantissimo di Tito Livio che contiene il vero e proprio "atto di nascita" della città. Dunque, la realtà storica costituita dal centro urbano e dal suo territorio che chiamiamo Parma ebbe inizio in un momento preciso per effetto di una volontà politica e di procedure istituzionali. Prima di questa data, parlare di una storia di Parma sarebbe stato come parlare del nulla. Non si tratta di sottigliezze teoriche. Chiarire questo aspetto offre spunti importanti di riflessione per la comprensione dell'esistenza successiva dell'antica colonia che fra pochi anni supererà la soglia dei ventidue secoli, consentendo di seguire il filo rosso che ne costituisce la continuità fondamentale con l'esperienza romana: l'essere stata sempre, a partire dall'atto fondativo, non solo un insieme di edifici e di abitanti, bensì una "comunità" politica regolata da istituzioni e governata da leggi. Erano precisamente questi i requisiti, qualitativi e non quantitativi, che nella cultura degli antichi distinguevano in modo netto una città da una non-città. Di fatto, ferma restando l'impronta romanocentrica che si è voluto imprimere al volume, la trattazione non trascura le fasi di civiltà anteriormente attestate sul territorio: da un lato, le presenze preistoriche a partire dal VI millennio, di cui la testimonianza principale per il sito di Parma è costituita da un villaggio terramaricolo; dall'altro, quelle immediatamente preromane: quindi i Liguri, gli Etruschie i Galli. Questo sia per dare completezza al racconto su terre di antichissima presenza umana, e sia perché i popoli padani influenzarono in vario modo l'insediamento dei Romani.

 

x1La fondazione di Parma con la condizione giuridica di "colonia di cittadini romani", cioè di emigrati che conservavano la pienezza dei diritti politici, avvenne nella fase conclusiva dell'occupazione della pianura padana cominciata un secolo prima e segnò l'inizio della conquista pacifica della regione attraverso la romanizzazione: una trasformazione sia materiale che culturale destinata a imprimere alla città e al territorio impronte indelebili. Protagonisti dell'avventura furono la classe dirigente della Repubblica, determinata a controllare definitivamente la pericolosa "terra dei Galli cisalpini", e il coraggio di quei duemila Romani poveri, giovani con moglie e uno-due bambini da mantenere, i quali, in cambio di poca terra e di un'esistenza non facile ma più dignitosa, si iscrissero a Roma nelle liste del contingente destinato a insediarsi in un'area remota da poco strappata a una bellicosa tribù celtica, immersa nel cuore di un'immensa pianura ancora insicura, in gran parte allo stato naturale, da bonificare e dissodare. I primi passi della nuova comunità furono guidati da un triumvirato di prestigiosi politici, fra cui primeggiava Marco Emilio Lepido, console nel 187 e nel 175, costruttore della Via Aemilia che da allora costituisce la spina dorsale della Padania centrale. Ma trascorsi pochi anni i commissari lasciarono la città e Parma, ritenuta adulta, cominciò a camminare da sola sulle sue gambe, ad autogovernarsi e ad affrontare quasi otto secoli di esistenza all'interno del mondo romano. Certamente i semi gettati nel 183 a.C. attecchirono bene e generarono radici profonde e forti perché l'albero che ne nacque, al pari della maggioranza dei centri urbani dell'Italia settentrionale sorti in età romana, si mostrò vigoroso e fertile nell'antichità e ha continuato a esistere, resistere e prosperare.
 
I SAGGI
 

L’ambiente antico
Mauro Rottoli

Parma tra il VI e il II millennio prima di Cristo
Maria Bernabò Brea

Tuscorum Ager
Comunità etrusche fra Enza e Ongina
Giuseppe Sassatelli
Roberto Macellari


Celti e Liguri nel territorio di Parma
Daniele Vitali

 

Parma durante la repubblica
Dalla fondazione della colonia a Cesare
Gino Bandelli

Parma Imperiale
Storia di una città dell’Italia settentrionale romana da Augusto a Giustiniano
Domenico Vera

I parmenses: società, religione, costume
Le fonti epigrafiche
Maria Giovanna Arrigoni Bertini

Aurea Parma
Circolazione monetale e tesaurizzazione
Emanuela Ercolani Cocchi

 

Storia di Parma
Il contributo dell’archeologia
Manuela Catarsi

Gusto, cultura artistica e produzione artigianale in Parma romana
Sara Santoro

Il territorio di Parma in età romana
Pier Luigi Dall’aglio

Civiltà urbana e cultura letteraria
Bruno Zucchelli

Il primo cristianesimo a Parma
Marcella Forlin Patrucco

La città dentro la città
Le trasformazioni di Parma antica
Alessia Morigi

 
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